Archivio mensile Ottobre 2019

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PREVENIRE IL DIABETE: MEGLIO DIETA O MOVIMENTO?

ovrappeso e obesità possono aprire la strada a sindrome metabolica e diabete di tipo 2.

Per correre ai ripari e dare un taglio ai chili in eccesso è meglio imporsi dei limiti a tavola, scegliendo con più cura cosa mangiare, oppure aumentare il movimento svolto quotidianamente?

Studio

I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi e per tutti lo scopo era di perdere il 6-8% del proprio peso attraverso uno di tre metodirestrizione calorica, esercizio fisico, entrambi.

Risultati

Gli autori della ricerca hanno registrato i livelli di sensibilità all’insulina dei partecipanti, un marcatore del rischio di diabete che misura quanto efficacemente il corpo è in grado di utilizzare l’insulina. “Il livello di zucchero nel sangue può essere perfettamente normale, ma se la sensibilità all’insulina è bassa, si è sulla strada verso problemi che possono anche condurre al diabete di tipo 2“. sia la restrizione calorica sia l’esercizio hanno effetti positivi sulla sensibilità all’insulina. Nel gruppo che li ha intrapresi entrambi il miglioramento della sensibilità all’insulina è stato doppio rispetto a ciascuno degli altri 2 gruppi che avevano adottato un approccio singolo In pratica dieta e movimento non sono intercambiabili, ma ciascuno offre benefici aggiuntivi per la glucoregolazione (la manutenzione costante dei livelli di glucosio nel sangue).

CONCLUSIONI

In pratica, al di là del dimagrimento, l’abbinamento di dieta e movimento ha mostrato di avere un effetto assai più potente sulla glucoregolazione di uno solo dei due approcci. Quindi? “Ci sono un sacco di persone che credono che se mantengono un peso sano, non importa cosa mangiano”, ha detto Weiss. “E altri che seguono una dieta sana ma non fanno movimento. Questo studio dice che si può essere più sani se si fa esercizio fisico e si mangia la giusta quantità di cibo. Includendo entrambi gli approcci nella propria vita si guadagna in salute”.

(Salute, Panorama)

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INFLUENZA, via ai vaccini: il virus metterà a letto sei milioni di italiani

Fino a fine dicembre la vaccinazione antinfluenzale viene offerta gratuitamente a chiunque sia affetto da malattie che aumentano il rischio di complicanze, a tutte le persone di età superiore a 65 anni, a medici, donatori di sangue, donne in stato di gravidanza e tutte le categorie a rischio

Il tempo dell’influenza si avvicina. Con l’arrivo dell’autunno ci si prepara. È questo il periodo in cui è necessario vaccinarsi, sopratutto per le categorie a rischio. Quest’anno i virus, dicono gli esperti, saranno particolarmente aggressivi, con una previsione di 6 milioni persone colpite in Italia. I sintomi sono sempre gli stessi anche se possono cambiare da caso a caso: febbre, mal di testa, dolori muscolari, accompagnati spesso da tosse e mal di gola. Nei bambini si manifesta di frequente con problemi gastro intestinali, occhi arrossati, laringotracheite e bronchite. Fino a fine dicembre la vaccinazione antinfluenzale viene offerta gratuitamente a chiunque sia affetto da malattie che aumentano il rischio di complicanze, a tutte le persone di età superiore a 65 anni, a medici, donatori di sangue, donne in stato di gravidanza e tutte le categorie a rischio.

La vaccinazione è infatti la forma più efficace di prevenzione dell’influenza, e l’Organizzazione mondiale della sanità e il Piano nazionale prevenzione vaccinale riportano, tra gli obiettivi di copertura per la vaccinazione antinfluenzale il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale negli ultrasessantacinquenni e nei gruppi a rischio.

E’ cominciata, inoltre, il 14 ottobre la sorveglianza epidemiologica per la stagione influenzale 2019-2020 attraverso il sistema Influnet, che si basa su una rete di medici sentinella costituita da medici di Medicina generale e di Pediatri di libera scelta, reclutati dalle Regioni, che segnalano i casi di influenza osservati tra i loro assistiti. I medici sentinella e altri medici operanti nel territorio e negli ospedali collaborano inoltre alla raccolta di campioni biologici per l’identificazione di virus circolanti.

La raccolta e l’elaborazione delle segnalazioni di malattia è effettuata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) che provvede all’elaborazione a livello nazionale e produce un rapporto settimanale. Le indagini virologiche sui campioni biologici raccolti vengono eseguite dai Laboratori facenti parte della Rete InfluNet e dal Centro nazionale per l’influenza dell’Iss.

(Repubblica/sanità)