Archivio mensile Aprile 2020

Consigli per fare la spesa e per l’igiene degli alimenti

Prima di fare la spesa

  • Se hai sintomi compatibili con COVID-19, resta a casa
  • Prepara una lista della spesa per ottimizzare i tempi all’interno dei negozi
  • Ricorda di portare con te la mascherina

Al momento della spesa

  • Mentre sei in attesa, mantieni il distanziamento dagli altri clienti
  • Prima di entrare negli esercizi commerciali per alimenti, indossa la mascherina
  • Rispetta le norme indicate dai gestori degli esercizi commerciali inclusi, se presenti, i percorsi obbligati da loro definiti all’interno dei locali
  • Utilizza gli spray o i gel sanificanti disponibili per disinfettare i manici dei carrelli/cestini
  • Utilizza sempre gli spray o i gel sanificanti disponibili per disinfettarti le mani
  • Mantieni il distanziamento dagli altri clienti e dal personale
  • Usa sempre i guanti ‘usa e getta’ per gli alimenti sfusi (frutta, verdura, panetteria, ecc.)
  • Non toccare i prodotti in esposizione; limitati a prendere e depositare nel cestino/carrello gli articoli che intendi acquistare

Dopo la spesa e fino al consumo degli alimenti

  • Non riporre le borse della spesa su superfici che verranno a contatto con alimenti; lava periodicamente le borse della spesa riutilizzabili
  • Prima e dopo aver riposto la spesa, lavati accuratamente le mani
  • Disporre gli alimenti in frigo rispettando il principio di separazione fra i prodotti crudi e cotti
  • Prima e dopo la preparazione degli alimenti pulisci le superfici di lavoro, igienizzale (alcol al 75% o soluzione a base di cloro 0,1%) e risciacquale accuratamente
  • Prima e dopo la preparazione degli alimenti, lavati accuratamente le mani
  • Fai attenzione alla corretta cottura degli alimenti (fino al cuore del prodotto); non utilizzare per i prodotti cotti utensili o contenitori impiegati per alimenti crudi
  • Prima del consumo, lava accuratamente frutta e verdura destinata ad essere consumata cruda, e risciacquala sotto acqua corrente

A cura del Gruppo ISS “Comunicazione Nuovo Coronavirus”

EFFETTO CORONAVIRUS: con la quarantena crescono depressione e consumo di zuccheri

Affaticamento psicologico e sintomi depressivi, poca attività fisica ed eccessivo consumo di zuccheri.

Sono i primi risultati dell’indagine #PRESTOinsieme che si propone di studiare l’effetto delle misure di contenimento dell’epidemia sulla salute psicologica e sugli stili di vita della popolazione italiana. Avviato il 21 marzo scorso, l’analisi dei dati raccolti dai primi 2000 compilati mostrano che la salute psicologica dei partecipanti sembra risentire delle misure. Lo studio ha evidenziato che circa il 50% del campione intervistato manifesta sintomi depressivi e di affaticamento psicologico. Non solo la salute psicologica, ma anche gli stili di vita sembrano averne risentito. Circa il 20% dei partecipanti ha smesso di fare attività fisica regolarmente dopo l’introduzione delle limitazioni e si starebbe verificando un consumo insufficiente di frutta e verdura a fronte, invece, di un incremento di cibi ricchi in grassi e zuccheri.

(Salute, Il Mattino)

ISTRUZIONI D’USO PER LA SANITIZZAZIONE DELLE MASCHERINE MONOUSO DI PROTEZIONE INDIVIDUALE IN EMERGENZA DA COVID 19

Istruzioni d’uso per la sanitizzazione delle mascherine protettive individuali monouso in caso di emergenza sanitaria da Coronavirus COVID

Si fa presente che questa istruzione d’uso ha validità solo ed esclusivamente nei casi in cui sia valutato applicabile il riutilizzo dei dispositivi di protezione individuale (mascherine) a seguito di carenza causata dalla emergenza sanitaria da Coronavirus COVID 19. Pertanto il trattamento descritto deve essere limitato a quei casi nei quali è stato valutato basso il rischio ed applicabile il reimpiego. Tale trattamento è invece sconsigliato per tutto il personale che si trova ad operare con persone infette (o in ambienti ad alto rischio di contagio) in quanto non vi sono, al momento, dati sufficienti per poterne convalidare l’efficacia. Non sono altresì ancora disponibili dati sul numero massimo di volte che può essere ripetuto il trattamento. Pe questo motivo, a titolo cautelativo, il trattamento può essere effettuato per non più di tre volte (salvo prematuro ed evidente deterioramento della mascherina).

Materiali
Il materiale da impiegare per la sanitizzazione è costituito da una soluzione idroalcolica al 70% (Alcool a 70°) in erogatore spray ecologico o altro dispenser idoneo a permettere una spruzzatura della soluzione.

Modalità operative
Rimozione della mascherina
Nota: ricordarsi che sia la superficie esterna della mascherina indossata e le mani (o i guanti) possono essere contaminati dal virus, pertanto si deve fare particolare attenzione alla manipolazione della mascherina stessa, onde evitare il rischio di reinfettare o infettarsi. Per questo motivo è importante attenersi scrupolosamente all’ordine delle operazioni descritto di seguito in modo da evitare la contaminazione.

  1. Effettuare un accurato lavaggio delle mani.
  2. Togliere la mascherina indossata sul viso utilizzando gli elastici e cercando di evitare di toccarla nella sua parte interna.
  3. Lavarsi nuovamente le mani, indossare un nuovo
    paio di guanti monouso
    o in alternativa sanitizzare le mani con una soluzione idroalcolica al 75-85% o altro disinfettante idoneo.
  4. Adagiare la mascherina su una superficie precedentemente pulita/sanitizzata con acqua e sapone o soluzione idroalcolica al 75-85% o altro disinfettante idoneo, con la parte esterna verso l’alto.
  5. Spruzzare uniformemente la soluzione idroalcoolica al 70% su tutta la superficie compreso gli elastici ma senza eccedere nella bagnatura; E’ sufficiente che sia spruzzato uno strato uniforme sull’intera superficie.
  6. Girare la mascherina e ripetere l’operazione.
  7. Lasciare agire la soluzione fino a completa evaporazione in un luogo protetto (almeno 30 minuti, il tempo di asciugatura può variare in funzione delle condizioni ambientali).
  8. Dopo l’asciugatura, trascorso il tempo suddetto, la mascherina è sanitizzata, evitare pertanto di contaminarla, soprattutto nella parte interna. In caso di persistenza di odore di alcool si consiglia di lasciare ulteriormente asciugare su di una superficie pulita e sanitizzata, altrimenti riporre la mascherina in una busta di plastica fino al nuovo uso.

Avvertenze

  1. Non riporre la mascherina sanitizzata all’interno o sopra superfici non sanitizzate senza la protezione della busta di plastica.
  2. Non utilizzare la mascherina ricondizionata in caso di evidenti alterazioni.
  3. L’interno della mascherina non deve essere toccato per nessun motivo in quanto si potrebbe correre il rischio di contaminazione che favorirebbe il contagio.
  4. Si ribadisce quanto indicato nel paragrafo 2 della seguente istruzione.

(Agenzia Industrie Difesa STABILIMENTO CHIMICO FARMACEUTICO MILITARE)

Perché i PAZIENTI COVID in TERAPIA INTENSIVA sono TENUTI a PANCIA IN GIÙ?

I pazienti affetti da COVID-19 e sottoposti a ventilazione polmonare sono tenuti in posizione prona. L’intuizione di un medico italiano che ha salvato migliaia di vite.

Nelle ultime settimane le immagini dei pazienti affetti da COVID-19 ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono diventate tristemente familiari.
Ma come mai vengono tenuti a pancia in giù?
Secondo i medici la posizione prona aiuta l’ossigenazione della parte del polmone non ancora compromessa dal virus e velocizza la ripresa dell’intero organo. Un gesto semplice quello di girare il paziente, che nelle ultime settimane ha salvato la vita a migliaia di persone in tutto il mondo.

IDEA ITALIANA
L’intuizione è un medico italiano, Luciano Gattinoni, professore emerito all’università Statale di Milano e per anni primario al Policlinico di Milano.
Gattinoni e il suo team, già diversi anni fa si erano resi conto che nelle sindromi respiratorie acute la parte compromessa del polmone era soprattutto quella più bassa e vicina alla colonna vertebrale.

DOPPIO VANTAGGIO
La posizione prona aiuta il paziente sottoposto a ventilazione meccanica in due modi, prima di tutto migliorando l’ossigenazione generale del sangue. E poi distribuendo in maniera più omogenea su tutto l’organo la forza esercitata dalla macchina per la respirazione assistita. Che il sistema funzioni è stato confermato in uno studio pubblicato nel 2013 sul The New England Journal of Medicine, che mostra chiaramente come i tassi di sopravvivenza dei pazienti sottoposti a ventilazione meccanica perchè affetti da sindromi respiratoria acuta, siano molto più alti quando vengono tenuti in posizione prona.

NON SOLO TERAPIA INTENSIVA
Ma la posizione a pancia in giù aiuta solo i pazienti sottoposti a respirazione meccanica?
La questione è dibattuta: secondo uno studio pubblicato poche settimane fa sul American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine e condotto all’ospedale di Whuan, epicentro della pandemia, mantenere i pazienti proni in alcuni casi è risultato più efficace della sola ventilazione meccanica a pancia in su. Si tratta comunque di uno studio condotto su numeriche ridotte, che dovrà essere ulteriormente approfondito nei prossimi mesi.
(Salute, Focus)

Coronavirus: informazioni per mamme e future mamme

L’epidemia da coronavirus si è diffusa improvvisamente in tutto il mondo insieme a informazioni non accurate o prive di fondamento. Per fornire le informazioni più aggiornate e corrette sull’allattamento al seno, il latte materno, la sicurezza e la salute delle donne in gravidanza o che allattano e dei loro bambini, abbiamo creato un centro informazioni sul COVID-19, raccogliendo una serie di risposte alle domande che i genitori e i professionisti sanitari potrebbero avere: www.medela.it/covid-19

Restiamo in contatto. Mai come in questo momento, Medela è al Vostro fianco.

Posso allattare se sono infetta da Covid-19?

L’UNICEF, l’Academy of Breastfeeding Medicinel’OMS e il CDC affermano che considerando i benefici dell’allattamento al seno e il ruolo insignificante del latte materno nella trasmissione di altri virus respiratori, la madre può continuare ad allattare, applicando tutte le precauzioni necessarie. Gli studi limitati su donne che allattano con il virus COVID-19 e altre infezioni da Coronavirus non hanno rilevato il virus nel latte materno. Non è noto se le madri con il COVID-19 possano trasmettere il virus attraverso il latte materno. Attualmente, la preoccupazione principale non è se il virus può essere trasmesso attraverso il latte materno, ma piuttosto se una madre infetta può trasmettere il virus attraverso la respirazione durante l’allattamento. Le precauzioni per evitare di diffondere il virus al bambino includono lavarsi le mani prima di tenere il bambino e indossare una mascherina per il viso quando si è a stretto contatto con il bambino come, ad esempio, durante l’allattamento. Quando si utilizza un tiralatte per estrarre il latte materno, lavarsi le mani prima di toccare qualsiasi parte del tiralatte o della bottiglia e seguire le raccomandazioni per una corretta pulizia del tiralatte dopo ogni utilizzo. Si raccomanda che sia qualcuno non malato a nutrire il bambino con il latte materno estratto.

L’allattamento al seno è sicuro considerando il rischio che potrei prendere la COVID-19? Dovrei passare al latte artificiale?

L’UNICEF afferma che l’allattamento al seno è il metodo più sicuro e affidabile per l’alimentazione infantile in caso di emergenza. Un articolo dell’Harvard Medical School, Trends in Medicine menziona il fatto che dato il rischio che il COVID-19 possa diffondersi attraverso stabilimenti e magazzini di latte in polvere, esiste il rischio di interruzione della catena di approvvigionamento se tali aziende dovessero essere chiuse. Considerando i benefici dell’allattamento al seno e le attuali prove del ruolo insignificante del latte materno nella trasmissione di altri virus respiratori, come dichiarato dall’UNICEF, dall’Accademia di medicina per l’allattamento al senoOMS e CDC, è possibile continuare ad allattare.

Il COVID-19 può essere trasmesso attraverso il latte materno?

L’UNICEF, l’Academy of Breastfeeding Medicinel’OMS e il CDC segnalano che gli studi limitati condotti su donne che allattano al seno affette da COVID-19 e da altre infezioni da coronavirus non hanno rilevato la presenza del virus nel latte materno. Si ignora al momento se le madri affette da COVID-19 possano trasmettere il virus attraverso il proprio latte. Attualmente la preoccupazione principale non riguarda tanto la possibilità che il virus possa essere trasmesso attraverso il latte materno, bensì che una madre infetta possa trasmettere il virus attraverso goccioline respiratorie. Le precauzioni da adottare per evitare la trasmissione del virus al neonato includono il lavaggio accurato delle mani prima di prendere in braccio il bambino e l’uso di una mascherina quando si è a stretto contatto con il bambino.

Le madri con COVID-19 dovrebbero essere separate dai loro bambini mentre sono infettate dal virus e nutrire i loro bambini con il latte materno estratto invece di allattarli direttamente al seno?

La scelta di allattare appartiene alle madri e alle famiglie. Tuttavia, come affermato dalla Johns Hopkins Medicine, la decisione di separare una madre con COVID-19 dal suo bambino dovrebbe essere presa da un team sanitario e si basa su molti fattori che includono la salute della madre e del bambino. Come affermato dall’UNICEF, dall’Accademia di medicina dell’allattamento al senoOMS e CDC, se la madre e il bambino sono in grado di stare insieme, l’allattamento al seno va incoraggiato. Attualmente, la preoccupazione principale non è se il virus può essere trasmesso attraverso il latte materno, ma piuttosto se una madre infetta può trasmettere il virus attraverso goccioline respiratorie. Pertanto, il CDC raccomanda alla madre di indossare una mascherina e di seguire una buona igiene delle mani prima e dopo l’allattamento.

Per ulteriori informazioni non esiti a contattare il suo referente Medela di zona oppure il nostro Customer Service (051- 727688).

COVID19: le allergie ai pollini non sono un fattore di rischio, alcune forme di asma invece possono aggravare la malattia

Una gran parte della popolazione (fino al 15-20%) riferisce sintomi stagionali legati al polline, i più comuni dei quali comprendono prurito agli occhi, congestione nasale, naso che cola e talvolta respiro sibilante ed eruzione cutanea.

Tutti questi sintomi sono generalmente indicati come febbre da fieno, allergia ai pollini o rinite allergica, che è comunemente associata all’asma allergica nei bambini e negli adulti.

Negli studi finora disponibili le allergie, incluso l’asma allergico lieve, non sono state identificate come un fattore di rischio importante per l’infezione da SARS-CoV-2, o per un risultato più sfavorevole.

Invece, l’asma in forma da moderato a grave, in cui i pazienti hanno bisogno di cure quotidiane, è incluso nelle condizioni polmonari croniche che predispongono alla malattia grave.

Bambini e adulti in terapia di mantenimento per allergie (ad es. Inibitori dei leucotrieni, corticosteroidi per via inalatoria e/o broncodilatatori) devono continuare il trattamento come prescritto dal medico e non devono interrompere la terapia a causa dei timori di COVID-19. Se sviluppano sintomi compatibili con COVID-19, dovranno autoisolarsi, informare il proprio medico e monitorare la propria salute come tutti gli altri. Se si sviluppa una difficoltà progressiva respiratoria, devono cercare immediatamente assistenza medica.

Fonte ECDC

Covid-19, raccomandazioni per le persone in isolamento domiciliare e per i familiari che le assistono

Come più volte sottolineato da Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts) della Protezione civile, è fondamentale porre massima attenzione al contagio interfamiliare. Ad oggi i soggetti in isolamento domiciliare positivi al tampone sono infatti oltre 60mila.

Il ministero della Salute ha realizzato una nuova infografica con indicazioni pratiche per le persone che si trovano in isolamento domiciliare e per coloro che le assistono. In questo momento è importante non solo garantire il benessere del malato, ma anche tutelare la salute delle persone che si trovano a condividere gli stessi ambienti.

Queste le raccomandazioni che vengono riassunte nell’infografica.

Per chi è in isolamento domiciliare con sospetta o confermata COVID-19

  • La persona con sospetta o confermata Covid-19 deve stare lontana dagli altri familiari, se possibile in una stanza singola ben ventilata e non deve ricevere visite.
  • La persona malata deve riposare, bere molti liquidi e mangiare cibo nutriente, indossare una mascherina chirurgica da cambiare ogni giorno. Se non la tollera deve adottare una rigorosa igiene respiratoria: coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta monouso quando tossisce o starnutisce e gettarlo immediatamente o lavarlo dopo l’uso. Lavare le mani con acqua e sapone o con soluzione idroalcolica.

Per i familiari che assistono persone in isolamento domiciliare per sospetta o confermata Covid-19

  • La persona che presta assistenza deve essere in buona salute, non avere malattie che la mettano a rischio, indossare una mascherina chirurgica accuratamente posizionata sul viso quando si trova nella stessa stanza del malato.
  • Le mani vanno accuratamente lavate con acqua e sapone o con una soluzione idroalcolica dopo ogni contatto con il malato o con il suo ambiente circostante, prima e dopo aver preparato il cibo, prima di mangiare, dopo aver usato il bagno e ogni volta che le mani appaiono sporche.
  • Stoviglie, posate, asciugamani e lenzuola devono essere dedicate esclusivamente alla persona malata. Devono essere lavate spesso con acqua e detersivo a 60/90 °C.
  • Le superfici toccate frequentemente dalla persona malata devono essere pulite e disinfettate ogni giorno.
  • Se la persona malata peggiora o ha difficoltà respiratorie chiamare immediatamente il 112 o il 118.

(salute.gov)

Fumare fa male sempre, ancor di più ai tempi di Covid-19

Il fumo di tabacco attivo e passivo nuoce gravemente alla salute e favorisce le infezioni respiratorie. Recenti studi condotti in Cina hanno evidenziato, infatti, un aumento di almeno tre volte del rischio di sviluppare polmonite severa da Covid-19 in pazienti con storia di uso di tabacco rispetto a non fumatori.

Inoltre, un terzo in più dei fumatori positivi al Covid-19 presentava all’atto del ricovero una situazione clinica più grave dei non fumatori, con rischio più che doppio di aver bisogno di terapia intensiva e ventilazione meccanica.

Tra i fumatori sono diverse le malattie a trasmissione aerea più frequenti e spesso di maggiore gravità: non solo Tubercolosi e Influenza, ma anche SARS (Sindrome Acuta Respiratoria Severa), MERS (Sindrome Respiratoria Mediorientale) e infezioni da Coronavirus.

Il fumo facilita le infezioni respiratorie veicolando più volte al giorno nell’apparato respiratorio 7000 e più sostanze tossiche e favorendo la paralisi delle ciglia vibratili, uno dei principali meccanismi di difesa della mucosa bronchiale. Il conseguente ristagno di muco e la riduzione delle difese immunitarie causata dal fumo, facilitano infezioni da parte di virus e batteri.

Smettere di consumare qualsiasi prodotto del tabacco, o almeno ridurre il numero di sigarette fumate, è quindi sempre importante, ma oggi lo è ancora di più. Smettendo di fumare  si  guadagna salute subito e si ottengono molti benefici a lungo termine perché già dopo pochi giorni migliorano gli scambi gassosi a livello polmonare, migliorano la tosse e altri sintomi respiratori.

E’ fondamentale, inoltre, evitare assolutamente di esporre al fumo passivo familiari e/o persone che sono in casa con noi, soprattutto i più vulnerabili, come bambini e anziani, specie se affetti da patologie croniche. Si deve, inoltre, ridurre l’inquinamento dell’aria che respiriamo in casa, cercando di astenersi dal fumo in tutti gli ambienti domestici.

Va evitato anche l’uso di sigarette elettroniche e di altri prodotti a tabacco riscaldato, comunque dannosi per la salute.

L’istituto superiore di sanità in un Poster ha evidenziato, anche, che i fumatori potrebbero avere una maggiore vulnerabilità a contrarre l’infezione da nuovo coronavirus rispetto ai non fumatori. Questo deriverebbe dall’atto stesso del fumo: le dita, ed eventualmente le sigarette contaminate, arrivano a contatto con le labbra, e questo aumenta la possibilità di trasmissione del virus dalla mano alla bocca.

Anche in questi giorni per avere informazioni e sostegno nel cercare di smettere di fumare è possibile rivolgersi al Numero Verde contro il fumo 800 554088 dell’Istituto Superiore di Sanità, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 16. Si può contattare, naturalmente, anche il proprio Medico di medicina Generale. Non appena l’attuale situazione epidemica lo consentirà sarà possibile, inoltre, recarsi al più vicino dei Centri Antitabacco, presenti su tutto il territorio nazionale, dove operano specialisti in grado di aiutare i fumatori nel percorso della cessazione dal consumo dei prodotti del tabacco anche attraverso interventi personalizzati o di gruppo.

I 10 consigli degli esperti per smettere di fumare

  1. Ricorda che smettere di fumare è possibile
  2. Il desiderio impellente della sigaretta dura solo pochi minuti
  3. I sintomi dell’astinenza si attenuano già nella prima settimana
  4. Già dopo 20 minuti dalla cessazione del fumo si hanno i primi effetti benefici
  5. Non tutti ingrassano quando si smette di fumare e comunque l’incremento di peso è moderato (2-3 Kg)
  6. Quando si smette di fumare è bene bere abbondantemente, aumentare il consumo di frutta e verdura e muoversi di più
  7. Se non si riesce a smettere da soli è bene farsi aiutare, consultando il medico di Medicina Generale, chiamando il Numero Verde contro il fumo 800554088 dell’Istituto Superiore di Sanità o rivolgendosi al più vicino Centro Antitabacco
  8. Alcuni farmaci e un supporto psicologico sono validi aiuti per mantenere le proprie decisioni
  9. Le ricadute non devono scoraggiare; ogni tentativo di smettere fa acquistare consapevolezza e può costituire uno stimolo per riprovare ancora
  10. Non fumare influenza positivamente la salute, è un risparmio economico e salvaguarda la salute di chi ci sta intorno, soprattutto quella dei bambini e degli anziani

(salute.gov)

Covid19: le nuove bufale, dalla suola delle scarpe alle zampe degli animali

Il pane fresco o le verdure crude possono essere contaminate da nuovo coronavirus e trasmettere l’infezione a chi li mangia? Allo stato attuale non vi sono informazioni sulla sopravvivenza del virus sulla superficie degli alimenti, ma la possibilità di trasmissione del virus attraverso il pane fresco, o altri tipi di alimenti è poco probabile, visto che la modalità di trasmissione è principalmente attraverso le goccioline che contengono secrezioni respiratorie ( droplets) o per contatto, purché manipolando il pane, come altri alimenti, sia rispettata l’igiene delle mani, che consiste nel  lavaggio accurato con acqua e sapone per almeno 20 secondi, e in caso di tosse o starnuti si usi un fazzoletto usa e getta per coprire le vie respiratorie e poi si lavino subito le mani prima di toccare il pane o le verdure.

La suola delle scarpe può portare il virus in casa contaminando le superfici e esponendo al contagio? Il tempo di sopravvivenza del virus in luoghi aperti non è attualmente noto. Teoricamente se si passa con la suola delle scarpe su una superficie in cui una persona infetta ha espulso secrezioni respiratorie come catarro, ecc. è possibile che il virus sia presente sulla suola e possa essere portato in casa. Tuttavia, il pavimento non è una delle superfici che normalmente tocchiamo, quindi il rischio è trascurabile.  In presenza di bambini si può mantenere un atteggiamento prudente nel rispetto delle normali norme igieniche, togliendosi le scarpe all’ingresso in casa e pulendo i pavimenti con prodotti a base di cloro all’0.1% (semplice candeggina o varechina diluita)

Se torno da una passeggiata con il mio cane devo pulirgli le zampe? La sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus. E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani)

Se si è dovuti uscire per lavoro o emergenze, al rientro in casa bisogna lavare i capelli e gli indumenti indossati? Il virus sopravvive su capelli e indumenti? Con il rispetto della distanza di almeno un metro dalle altre persone è poco plausibile che i nostri vestiti, o noi stessi, possano essere contaminati da virus in una quantità rilevante. Tuttavia, sempre nel rispetto delle buone norme igieniche, quando si torna a casa è opportuno riporre correttamente la giacca o il soprabito senza, ad esempio, poggiarli sul divano, sul tavolo o sul letto.

(ISS 23 marzo)

CORONAVIRUS E SUPERFICI: SAPPIAMO come COMPORTARCI per EVITARE il CONTAGIO?

Sappiamo che il Coronavirus si trasmette attraverso le goccioline di saliva che, quando parliamo, starnutiamo o tossiamo, passano dalla persona infetta ad altre persone.

Come tanti altri virus, però, il COVID-19 può rimanere attivo per diverso tempo fuori dall’organismo, su alcuni materiali, tessuti e superfici. Conoscere in quali posti il virus possa più facilmente sopravvivere è importante per provare a contrastare il contagio, pulendo correttamente alcuni insospettabili oggetti e superfici. Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Elena Azzolini, medico della direzione sanitaria di Humanitas.

Il “contatto stretto”
Il virus può trasferirsi facilmente da un individuo all’altro (attraverso, come abbiamo detto, le goccioline di saliva) se questi si trovano a meno di 2 metri di distanza. Tuttavia, se una persona infetta da COVID-19 starnutisce, le goccioline di saliva possono cadere a terra o sulle superfici intorno, o rimanere sospese nell’aria per poco tempo percorrendo una distanza generalmente breve. È questo il motivo per cui si insiste tanto sull’evitare di stare a contatto con gli altri e di stare il più possibile a casa: i centri commerciali e i supermercati sono luoghi in cui il contagio è più probabile.

QUANTO RESISTE IL CORONAVIRUS SULLE SUPERFICI CONTAMINATE?
Il virus depositato su una determinata superficie, come ad esempio le maniglie delle porte, può restare attivo per diverso tempo e, a sua volta, contagiare terzi. In questi giorni sono molti i ricercatori che stanno studiando il funzionamento del virus, di cui ancora sappiamo troppo poco: tuttavia, abbiamo qualche dato certo che ci permetteranno di fare più attenzione. Le superfici più esposte al contagio sono, oltre alle maniglie delle porte, i cellulari, le tastiere, le pulsantiere degli ascensori, i sostegni per aggrapparsi sui mezzi pubblici.
Un recente articolo, pubblicato sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine, mostra come il virus possa sopravvivere per tempi diversi in base al materiale su cui si deposita. L’arco temporale dipende dalle caratteristiche della superficie: ad esempio, quelle meno porose (come plastica e acciaio) assorbono meno facilmente le goccioline, che quindi restano attive.
 Plastica: fino a 72 ore
 Acciaio: fino a 72 ore
 Carta e cartone: fino a 24 ore
 Rame: fino a 4 ore

Il rischio diminuisce notevolmente con il passare delle ore, ma non si annulla se non dopo qualche giorno.

COME DISINFETTARE LE SUPERFICI?
I disinfettanti hanno la capacità di ridurre al minimo o di annullare la trasmissione dell’infezione da parte del virus. Consigliamo quindi di prediligere prodotti disinfettanti che contengano alcol almeno al 75%, o prodotti a base di cloro all’1% (come ad es. la candeggina). Lavare spesso e bene le mani è comunque il metodo più valido per ridurre la contaminazione.
(Salute, Humanitas)