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TAPPI DI CERUME: non è Scarsa Igiene, ma ecco come si Devono Pulire le Orecchie

Non è un gesto banale e la formazione del materiale all’interno del condotto uditivo non è conseguenza di una scarsa igiene

Come si pulisce correttamente l’orecchio? Una domanda per nulla banale: l’orecchio è in grado di autopulirsi. La parte iniziale del condotto uditivo, infatti, è protetta da piccolissimi peli che servono per impedire l’ingresso indiscriminato di virus e batteri e più internamente dal cerume, che non è sporcizia, ma una barriera che serve a proteggere l’orecchio esterno e la membrana timpanica. Questo è il motivo per cui nel canale uditivo non bisogna infilare niente, tanto meno i cotton fioc ed ecco perché, le orecchie vanno lavate solo con acqua tiepida per allontanare lo sporco che appunto, fuoriesce da solo.

PERICOLO MICROABRASIONI Una pulizia attuata troppo energicamente con detergenti aggressivi, asciugamani, carta igienica, corpi estranei quali cotton fioc e simili, espone l’orecchio al pericolo di microabrasioni. Se i piccoli taglietti che così si producono, infatti, entrano in contatto con la miscela ad esempio di acqua-shampoo di quando ci si lava i capelli o con l’acqua della piscina o del mare non è difficile contrarre un’infezione micotica o batterica.

L’AUTOPULIZIA NON SEMPRE FUNZIONA «Se è vero come lo è, che l’orecchio è dotato di un vero e proprio sistema di self-cleaning è anche vero che la presenza di alcune patologie come la psoriasi o le dermatosi, anomalie anatomiche del condotto uditivo come esostosi o osteomi possono favorire l’insorgenza di infezioni a carico dell’orecchio esterno od accumulo di cerume, condizioni che possono determinare chiusura del condotto uditivo determinando la fastidiosa sensazione di ovattamento auricolare e calo di udito con associato dolore in caso di infezione».

NO AL FAI-DA- TE Molto spesso quando ci si accorge di avere l’orecchio tappato dal cerume si prova a stapparlo con rimedi casalinghi, come i classici coni. «L’ideale sarebbe, invece, ricorrere alle cure di personale sanitario esperto o dello specialista che con lavaggio, aspirazione o con appositi strumenti effettua l’asportazione del cerume evitando lesioni traumatiche al condotto uditivo e alla membrana timpanica» commenta ancora il professor Pignataro.

PULIZIA DELL’ORECCHIO E TAPPI DI CERUME IN ETÀ PEDIATRICA «Quanto detto per la pulizia dell’orecchio dell’adulto vale anche per bambini e adolescenti. – Precisa il dottor Luigi Greco, pediatra di famiglia e vice presidente SIP (Società Italiana di Pediatria)- Non c’è bisogno di effettuare alcuna pulizia del condotto perché i meccanismi di protezione e autopulizia sono già efficienti anche in età pediatrica. Niente cotton fioc, dunque, che facilitano la formazione del tappo e possono causare microabrasioni o traumi, e niente rimedi creativi come i coni di cera. L’asportazione del tappo potrà essere effettuata dal Pediatra o dall’Otorinolaringoiatra a seconda delle necessità. In alcuni casi di frequenti recidive, e solo su indicazione medica, sarà possibile effettuare dei lavaggi con spray di soluzione fisiologica, reperibili in commercio in bombolette pressurizzate e dotate di un beccuccio auricolare appositamente studiato. In questo caso bisogna avere l’accortezza di scaldare con le mani, per alcuni minuti, il contenitore prima di procedere con l’erogazione della soluzione per evitare la comparsa di possibili fenomeni vertiginosi».

(Salute, La Stampa)

GLI ANTINFIAMMATORI FANNO SALIRE LA GLICEMIA?

Problemi di schiena mi costringono a usare diclofenac e tiocolchicoside. Questi due farmaci possono far innalzare i valori della glicemia? E ci sono problemi d’interazione con la metformina.

Come comportarsi nel caso in cui dovessi aggiungere alla cura il Betametasone? Diclofenac e Tiocolchicoside non hanno effetti diretti sulla glicemia e non interagiscono con la Metformina; per il diclofenac sodico sono descritti rari casi d’interazione con alcuni antidiabetici, ma non con la metformina. Il diclofenac è un potente antinfiammatorio e può peggiorare patologie talvolta presenti nei diabetici (ipertensione, nefropatia). Il betametasone é un cortisonico, e può aumentare temporaneamente i valori di glicemia. In questi casi è bene intensificare il monitoraggio dei valori glicemici perché talvolta è necessario variare la terapia per il diabete.

(Salute, Corriere; Marco Gallo Struttura Endocrinologia Oncologica, Azienda ospedaliera universitaria Molinette, Torino)

CELLULITE: COSÌ FAN TUTTE

Affligge la maggior parte delle donne che spesso la combattono con rimedi last minute. È meglio occuparsene ora, per tempo. Ecco come e perchè.

La cellulite è un sintomo da non sottovalutare. Bisogna cominciare a preoccuparsene durante i mesi invernali per non trascinare il problema fino alla fatidica prova costume. Questi mesi, perfetti per mascherare il democratico inestetismo che colpisce nove donne su dieci, possono essere utili per combatterlo. Le tante cause della cellulite necessitano un approccio serio, globale e a lungo termine. A partire dai trattamenti quotidiani con creme specifiche. Da un’osservazione clinica via internet si è visto che “su 1564 risposte il 68% delle donne con cellulite ha dichiarato di subirne i danni psicologici. Mentre il 90% fa di tutto per mandarla via: antidepressivi, diete insensate, trattamenti che creano più danno che altro”. La cellulite è un sintomo d’inquinamento cellulare che può degenerare in una patologia estetica. Il lipoedema, una delle maggiori malattie croniche del nostro tempo, è caratterizzato dall’evoluzione di masse adipose importanti che alterano forma e funzioni. Quindi prima che diventi un problema serio è meglio occuparsene in tempo. Perché combattere sovrappeso, eccessi di zuccheri e inquinamento, che favoriscono accumuli di grasso e scorie, non è una guerra lampo.

  • Parola d’ordine, depurazione. Il percorso coniuga depurazione alimentare e medicina rigenerativa: energia luminosa e microinnesti connettivali che stimolando le staminali, ringiovaniscono le cellule e rigenerano i tessuti. Sono tanti, comunque, i trattamenti estetici efficaci. 
  • La Carbossiterapia che favorisce il drenaggio linfatico e lì eliminazione di liquidi.
  • La Smooth Shape, terapia laser che liquida le cellule adipose che poi vanno via con i massaggi.
  • La Pressoterapia, un’armatura che una volta indossata preme fino a smuovere la circolazione venosa e linfatica e ridurre così la ritenzione idrica. 
  • l’Endermologie contro la stasi di liquido nel corpo, una stimolazione meccanica sulla cute per eliminare le scorie nel tessuto sottocutaneo.
  • la Mesoterapia, invece, agisce tramite somministrazione intradermica, con delle minuscole siringhe o multiniettori a 18 aghi, di specifici farmaci che sciolgono i ristagni. 
  • la Microterapia inietta una soluzione ipersalina che richiama i liquidi per osmosi e li elimina. 
  • l’Elettroforesi è una tecnica non invasiva che inoltra i medicinali in profondità attraverso una corrente elettrica dedicata.

Ma non c’è un metodo anticellulite che tenga senza sport. La Cronomorfodieta favorisce un dimagrimento a zona, tramite un approccio alimentare e un allenamento in orari in cui gli ormoni predispongono all’utilizzo dei grassi a scopo energetico. Ecco come allenarsi: meglio gli esercizi variegati, molte ripetizioni (15-20) e frequenza cardiaca costante. L’allenamento aerobico a intensità invariata è efficace per bruciare i grasso sottocutaneo, l’interval training ad alta intensità elimina più facilmente quello viscerale, tipico del maschio. Meglio dello spinning è la cyclette orizzontale o l’attività in acqua.

(Salute, La Repubblica)

LO SAI CHE IL FORMAGGIO A CENA NON AIUTA IL BUON SONNO?

Una buona giornata inizia da buon sonno e buon cibo che però non prevede formaggio a cena.

Infatti il formaggio, in particolare se stagionato, contiene una sostanza, la tiramina, che può avere effetti negativi sul sonno essendo eccitante per l’organismo e stimolando l’attività cerebrale che invece dovrebbe ridursi la sera proprio per favorire il sonno. Il formaggio stagionato però non è l’unico alimento che contiene tiramina e quindi è solo uno tra i cibi poco adatti alla cena del buon sonno.

Se a cena è preferibile evitare cibi che contengono tiramina, e cioè formaggi stagionati, insaccati, cibi affumicati, salsiccia, funghi, frutta secca, tofu che hanno un’azione simile agli alimenti che contengono glutammato come alcuni dadi per minestre, zuppe pronte oppure alcuni cibi confezionati, vanno bene invece sia i cibi che contengono una sostanza chiamata triptofano che stimola la produzione di serotonina, l’ormone del benessere, sia i cibi ricchi in magnesio. Latte e yogurt, frutta in particolare banane, mele e pesche, riso integrale, semi in particolare quelli di sesamo, lattuga, verdure a foglie larga come cavoli, radicchio e verze, pesce e tacchino sono tutti alimenti ricchi di triptofano, sali minerali, vitamine in particolare del gruppo B che aiutano a dormire meglio.

Pertanto, la cena del buon sonno potrebbe essere una bella insalata con tacchino, frutta, e per finire una tisana con melissa, biancospino, camomilla, senza dimenticare che il buon sonno, cioè quello che dà energia e mantiene attiva memoria e concentrazione durante il giorno, va costruito fin dal mattino bevendo molto, evitando fumo di sigaretta e alcolici prima di andare a dormire, riducendo le quantità di cibo a cena, e non andando a dormire subito dopo mangiato.

(Salute, Humanitas)

POSSIAMO “ROMPERE” LE PASTIGLIE PRIMA DI INGERIRLE? SÌ, MA CON ACCORGIMENTI IMPORTANTI

Il ministero della Salute ha emanato la «Raccomandazione n.19», con indicazioni sulla manipolazione dei prodotti farmaceutici orali

Compresse da dividere in più parti, o «polverizzare» per mandarle giù più facilmente? La manipolazione delle forme farmaceutiche orali solide, se non correttamente gestita, può causare instabilità del farmaco, effetti irritanti a livello locale o errori nella terapia. Proprio per migliorare la sicurezza dei pazienti, il ministero della Salute ha emanato la Raccomandazione n.19, che fornisce indicazioni per la manipolazione delle forme farmaceutiche orali solide, e quindi per la corretta gestione della terapia farmacologica orale, nei casi in cui non sia possibile somministrarle integre e quando le attività di allestimento non siano effettuate dalla farmacia. Per «manipolazione» si intende la divisione di compresse, la triturazione, frantumazione o polverizzazione di compresse e l’apertura di capsule. Si possono verificare particolari situazioni nelle quali non è possibile somministrare forme farmaceutiche orali solide integre, riconosce il ministero, «come nel caso di: pazienti disfagici adulti e pediatrici, pazienti pediatrici, anziani, pazienti prebisfagici, pazienti fragili, pazienti politrattati pazienti in nutrizione enterale», o se c’è necessità di avere un dosaggio non disponibile in commercio. Ebbene, fra le raccomandazioni si invita a «procedere alla manipolazione subito prima della somministrazione di ogni singola dose; spezzare le compresse divisibili lungo la linea di divisione (dove presente) e prestare attenzione nei casi di compresse senza linea di divisione, in quanto il taglio può determinare angoli vivi o facce ruvide». Inoltre è bene «controllare visivamente che le porzioni siano delle stesse dimensioni; non dividere le compresse in meno di un quarto, se non specificato dal produttore; garantire l’igiene delle mani durante la manipolazione (e somministrazione della terapia) nonché l’igienizzazione degli ambienti e delle attrezzature». Inoltre è bene disporre di uno spazio adeguato ed isolato dove effettuare la manipolazione per prevenire la contaminazione conseguente allo spargimento di polvere. E prestare attenzione alla inalazione o al contatto con i principi attivi (aerosolizzazione). Sono esclusi dal campo di applicazione del documento i farmaci antineoplastici. La Raccomandazione considera alcuni aspetti tecnici della gestione delle preparazioni magistrali pediatriche e della manipolazione dei farmaci a domicilio del paziente, così come lo sconfezionamento dei medicinali per utilizzare le dosi singole.

(Salute, La Stampa)

Impurezze in metformine fuori da Ue: livelli molto bassi, non sospendere terapie

L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) informa che livelli molto bassi di un’impurezza, N-nitrosodimetilammina (NDMA), sono stati riscontrati al di fuori dell’Unione Europea in un ristretto numero di medicinali a base di metformina. I livelli riscontrati sono molto bassi, e sembrano essere entro i limiti a cui le persone possono essere normalmente esposte da altre fonti, inclusi alcuni alimenti e l’acqua. Le Autorità europee stanno avviando una collaborazione con le aziende per testare i medicinali in commercio nell’UE. In questa fase è fondamentale quindi che i pazienti proseguano la loro terapia per tenere sotto controllo il diabete e che siano consapevoli che interrompere il trattamento potrebbe esporli a complicanze e a gravi e duraturi problemi di salute. Il rischio derivante da un non adeguato trattamento del diabete supera di gran lunga qualsiasi possibile effetto dovuto ai bassi livelli di NDMA osservati nei test. Pertanto l’EMA raccomanda agli operatori sanitari di:

  • Continuare a prescrivere metformina normalmente e attendere ulteriori informazioni dalle autorità europee.
  • Raccomandare ai pazienti di non interrompere il trattamento antidiabetico.
  • Ricordare ai pazienti l’importanza di tenere il diabete sotto controllo.

La metformina è ampiamente utilizzata da sola o in combinazione con altri medicinali nel trattamento del diabete di tipo 2. È generalmente la prima linea di trattamento, e agisce riducendo la produzione di glucosio nell’organismo e riducendone l’assorbimento dall’intestino.

(AIFA, pillole dal mondo)

Lo sai che la Fissazione per i CIBI SANI può Rovinare la Salute?

Mangiare cibi sani e di qualità è importante per la salute ma se la scelta del cibo diventa una fissazione, può rovinare la salute.

Infatti, l’ossessione per il cibo sano non è da confondere con l’essere informati o attenti sulla scelta di cosa mettere in tavola – spiega la dottoressa Barbara Mingardi, psicoterapeuta di Humanitas Gavazzeni –. Si tratta invece di un disturbo chiamato ORTORESSIA, che porta a una diffidenza eccessiva verso tutto il cibo con l’idea che una mancanza di controllo sui cibi che si ingeriscono potrebbe danneggiare la propria salute.

Chi soffre di questo disturbo è molto attento sia alla scelta, ma anche alla provenienza del cibo, al metodo di coltura o allevamento così come alla preparazione. In questo modo il cibo diventa la preoccupazione principale della giornata, sfociando nel patologico quando intacca le relazioni sociali e affettive. Può accadere, per esempio, che non si riesca più ad accettare un invito a cena perché non ci si fida di cosa si potrà mangiare. Insieme al disturbo ossessivo, il pericolo oggi viene dal fatto che molte nozioni vengono veicolate da Internet e alcune convinzioni alimentari potrebbero non essere sostenute da un reale approfondimento o da studi medico-scientifici, ma si basino sul passaparola, sul sentito dire sui social o su qualche forum. Per questo motivo, il consiglio è di rivolgersi a uno specialista in disturbi dell’alimentazione con l’obiettivo di ridimensionare il concetto che si ha di “dieta salutare.”

(Salute, Humanitas)

PANCIA ed EMOTIVITÀ: sai come prevenire SOMATIZZAZIONE e GONFIORE?

Per alcuni è la parte più sensibile del corpo, quella più soggetta allo stress e ai disturbi nervosi e al gonfiore.

La “pancia”, quell’area che si trova secondo fra il ventre e la parte alta dell’addome, è spesso il luogo in cui si concentrano e avvertono tensioni e fastidi quando si è stressati, preoccupati o tristi. Insieme alla dott.ssa Beatrice Salvioli, gastroenterologa di Humanitas, abbiamo parlato di come attutire i sintomi legati alla somatizzazione dello stress.

RIMEDI NATURALI RILASSANTI CONTRO IL MAL DI PANCIA Bere un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente, ogni ora, può essere di grande aiuto per chi somatizza lo stress nella zona dell’addome. Per potenziare l’effetto rilassante è possibile anche consumare delle tisane naturali a base di erbe come camomilla, melissa e tiglio. Il benessere, deve partire dalla mattina: “Si può iniziare già appena svegli con un lieve massaggio alla pancia e un bicchiere di acqua tiepida con limone: questo rimedio rilassa le pareti dell’intestino e permette al nostro organismo, allo stomaco e all’intestino di “accogliere” meglio la colazione”.

NO A VERDURE CRUDE, SÌ ALLA MASTICAZIONE LENTA Nei momenti più critici e stressanti, in cui si avverte il “magone” e gonfiore alla pancia, bisogna poi prestare attenzione ai pasti: “A pranzo meglio evitare le fibre crude, come le insalate, perché sono più difficili da digerire, a quel punto meglio un panino o una pastasciutta”, ha spiegato Salvioli, ricordando che in qualsiasi situazione è sempre bene “masticare lentamente e non guardare computer o cellulari durante i pasti”.

(Salute, Humanitas)

SMARTPHONE, tutti i COMPORTAMENTI POCO SALUTARI a cui ci porta il TELEFONO

Compagno inseparabile della vita quotidiana, lo smartphone è, almeno per le ore trascorse insieme, la frequentazione più assidua delle nostre giornate.

E la vicinanza, che diventa contiguità e contatto per via dell’uso che ne facciamo, può presentare qualche controindicazione. Ecco alcuni aspetti da considerare in chiave salute usando e, a volte, abusando del nostro cellulare.

GERMI Se è vero che il cellulare ci accompagna ovunque è plausibile che risenta degli ambienti a più alto rischio, per la presenza di batteri, virus o altri germi, bagni in testa. Per questo, anche se una superficie dura rende più complicata la sopravvivenza dei germi, è opportuno porsi il problema della sua pulizia.

DOLORE AL COLLO Troppo tempo a guardare il telefono inclinando il collo può affaticare i muscoli e causare tensione o spasmi. Si potrebbero anche avere dolori nervosi che vanno alla schiena, o alla spalla e lungo il braccio. Per questo sono consigliabili pause almeno ogni 20 minuti per allungare e inarcare la schiena. E quando si usa il telefono bisogna avere l’accortezza di tenerlo alto quando si scrive non piegandosi in avanti.

TELEFONATE SCOMODE Tenere il telefono tra la spalla e l’orecchio mentre si fa dell’altro è una posizione innaturale che, se mantenuta per troppo tempo, farà male al collo. Non potendo evitarla, meglio prendere delle pause e muovere il collo in altre direzioni per tenerlo libero. Se il danno è fatto, un semplice riposo, una piastra riscaldante e farmaci da banco per il dolore e la rigidità dovrebbero risolvere il problema.

SCRITTURA E GUIDA È un binomio da evitare perché l’invio di un testo richiede alcuni secondi di attenzione, che alla guida equivalgono a una lunghezza sufficiente per provocare un incidente. Il rischio di schianto, in queste condizioni, è di 23 volte superiore alla norma.

PARLARE E GUIDARE Nemmeno parlare al telefono alla guida è una pratica sicura. Ci sono 4 volte più probabilità di schiantarsi facendolo. Questo comportamento provoca più di un milione di incidenti all’anno. Se c’è una reale necessità di parlare al telefono meglio accostare.

SURF NOTTURNO Navigare su Internet la notte può rovinare il sonno, che è legato al diabete, all’obesità, alle malattie cardiache e ad altri problemi di salute. Colpevole è la “luce blu” emanata dallo smartphone. L’oscurità permette di addormentarsi prima e meglio.

O CAMMINARE O PARLARE Serve qualche secondo per digitare e inviare un messaggio; sembra poco tempo, ma è sufficiente per inciampare, perdere l’equilibrio e cadere. È questa una delle cause più diffuse di lesioni. Meglio fermarsi, perché pochi secondi di differenza non valgono un incidente.

RISCHIO DI CANCRO? Gli studi non dimostrano l’esistenza di legami fra il cancro e l’utilizzo dello smartphone, nonostante gli scienziati da tempo siano impegnati su questo fronte. Quindi se siete preoccupati per le radiazioni da telefoni limitatene l’uso o usatelo in modalità altoparlante o con un auricolare.

BLOCCO DEL POLLICE Quando il pollice si blocca in posizione piegata o non sta diritto è segno che la guaina che circonda il tendine si è ispessita al punto da impedire il suo scivolamento. In queste situazioni, che sono il risultato di un’attività di scrittura eccessiva, l’unica possibilità è limitarsi.

ARTRITE DEL POLLICE Anche se non è chiaro se l’uso del cellulare causi effettivamente l’artrite al pollice, sicuramente può peggiorare i sintomi. L’artrite del pollice causa dolore alla base del dito, verso l’intersezione con il polso. Gesti come afferrare il telefono o inviare messaggi usando i pollici possono peggiorare la condizione. Anche se non c’è cura, riposo, farmaci e stecche possono essere d’aiuto.

SINDROME DEL TUNNEL CUBITALE Se ci si appoggia ai gomiti per scrivere o si piegano per tenere il telefono all’orecchio, il nervo ulnare al gomito si può irritare. Questo può causare intorpidimento e formicolio nell’anello e nelle piccole dita e dolore all’interno del gomito o dell’avambraccio. Fra le raccomandazioni: gomito sul cuscino in presenza di superfici dure, non piegare il gomito per molto tempo, fare delle pause per muovere le braccia in direzioni diverse, ma anche una stecca notturna per mantenere il braccio dritto può essere d’aiuto.

INTERFERENZA Se si utilizza il telefono cellulare molto vicino a dispositivi medici come pacemaker o defibrillatori impiantabili, il funzionamento di questi potrebbe non essere ottimale. I telefoni possono anche interferire con alcuni tipi di apparecchi acustici. Parlate con il vostro medico se notate problemi con il vostro dispositivo quando usate lo smartphone.

PROBLEMI AGLI OCCHI La lunghezza d’onda più corta della luce blu che gli smartphone emettono può stancare gli occhi molto rapidamente e causare fastidio. Può anche danneggiare la cornea e la vista. Se si notano questi problemi è meglio limitare il tempo di esposizione a smartphone e computer, o perlomeno fare delle pause per concedere riposo agli occhi.

ERRORI DI DISTRAZIONE I telefoni sono causa di distrazione per tutti. Se i vostri medici o infermieri sono sui loro telefoni, le possibilità di commettere errori aumentano. Uno studio ha rilevato che gli errori nel controllo dei sintomi e nel trattamento corretto sono saliti di oltre il 12% con una sola interruzione da parte di uno smartphone.

IN COMPAGNIA MEGLIO NASCOSTO Anche se non lo si guarda, un telefono in bella vista mentre si parla con qualcuno può ostacolare la piena comprensione. E questo rappresenta un problema soprattutto nelle relazioni più strette e quando si parla di qualcosa di significativo. Meglio, quindi, rimandare l’aggiornamento dei social media e concentrarsi sulla persona seduta di fronte a voi.

LA SEDENTARIETÀ “L’uso smodato dello smartphone, in qualità di fenomeno recentemente nuovo, ha portato gli specialisti ad individuare una serie di problematiche ergonomiche legati alla postura fisica a cui ci porta l’uso del cellulare –: ma il discorso posturale non è l’unico. Paradossalmente la problematica meno visibile sta proprio del fatto che questi dispositivi stanno inducendo la popolazione giovane ad una eccessiva sedentarietà. I telefonini ci invitano in maniera incredibile ad essere meno attivi, oltre che a non socializzare più di persona, con tutte le conseguenze psicologiche che questo comporta”.

(Salute, Humanitas)

ACQUA OSSIGENATA: i VARI UTILIZZI che Nessuno Conosce

L’acqua ossigenata (H2O2) al giorno d’oggi è utilizzata come disinfettante per escoriazioni, ferite e ulcere.

E’ possibile acquistarla in farmacia o al supermercato nel formato classic e la sua concentrazione varia dal 3% al 6% mentre dosi maggiori di perossido di idrogeno devono essere diluite o utilizzate con le dovute precauzioni, essendo corrosiva e abrasiva. La caratteristica che tutti ricordiamo dell’acqua ossigenata sono indubbiamente le bollicine, che si formano quando viene versata su una ferita: esse nascono per via dell’enzima denominato catalasi che scinde la composizione del preparato liberando l’ossigeno, ciò comporta che la parte del tessuto necrotizzato si stacchi portando in superficie lo sporco delle ferite da caduta come terra, erba e batteri. In genere i fornitori per laboratori di analisi chimiche indicano la concentrazione percentuale dell’acqua ossigenata, mentre i produttori di articoli destinati all’uso domestico indicano i “volumi“.

Qui di seguito è riportato un elenco con le due misure di concentrazione a confronto:

  • Perossido di idrogeno 3% corrisponde a volumi 10
  • Perossido di idrogeno 3,6% corrisponde a volumi 12
  • Perossido di idrogeno 10% corrisponde a volumi 34
  • Perossido di idrogeno 30% corrisponde a volumi 111
  • Perossido di idrogeno 40% corrisponde a volumi 154

Ma vediamo in quali altri modi possiamo usarla:

  1. Uccide i germi del cavo orale, usata al posto del collutorio è utilissima contro gengiviti e afte.
  2. Schiarisce denti (usare un cucchiaino di acqua ossigenata diluita al 10% come un normale collutorio), ma prima di utilizzarla è bene sentire il parere di un dentista che valuterà le condizioni del vostro cavo orale.
  3. Disinfettare lo spazzolino da denti evitando contaminazioni ad es. di gengivite alle altre persone che vivono in casa e condividono lo stesso bagno dove, in genere, tutti gli spazzolini sono in uno stesso bicchiere. Immergere il vostro spazzolino in un bicchiere contenente abbastanza acqua ossigenata.
  4. Disinfetta le superfici meglio di qualsiasi altro prodotto, ottima per bagni e cucine.
  5. Elimina i funghi che causano il cattivo odore dei piedi: vi consigliamo di effettuare un pediluvio la sera, prima di andare a letto, per impedire lo sviluppo della tigna e d’altri funghi.
  6. Aiuta nella guarigione di piaghe, può coadiuvare nella regressione di una cancrena della pelle.
  7. Allevia il raffreddore, influenza o sinusite, mescolare metà e metà con acqua pura, introdurre con un contagocce nelle narici alcune gocce e poi soffiarsi il naso (l’acqua ossigenata deve essere diluita!!)
  8. Aiuta a mantenere la salute della pelle perchè può essere utilizzata in caso di micosi.
  9. Rimuove gradualmente il tartaro dai denti, vi basterà inumidire lo spazzolino con alcune gocce d’acqua ossigenata ed usarlo normalmente, risciacquando la bocca alla fine.
  10. Schiarisce le macchie sul viso: inumidire la parte che si desidera schiarire usando un cotton-fioc prima di andare a dormire, ripetendo l’operazione fino al conseguimento del risultato desiderato.
  11. Sbianca le unghie: mettere in un pentolino d’acqua calda un cucchiaio di acqua ossigenata, lasciare le unghie immerse per 10 min. poi lavarsi le mani. E’ necessario che le unghie siano pulite e senza smalto.
  12. E’ anche notevolmente utile per lavare la frutta e i vegetali, mettetela in una bottiglietta spray, spruzzate gli ortaggi, lasciate agire qualche minuto e poi risciacquateli con acqua corrente.
  13. Potete rimuovere le macchie dal marmo con l’acqua ossigenata a 111 volumi (attenti a occhi e mani)
  14. Usata per sbiancare il legno, acqua ossigenata a volumi maggiori.
  15. E infine l’uso a cui tutti pensano quando si parla di acqua ossigenata… Schiarire i capelli, anche se questo è meglio lasciarlo fare a qualcuno esperto per evitare danni o colorazioni arancionate!

IMPORTANTE: Prima di ogni utilizzo, sarebbe meglio contattare il proprio medico oppure uno specialista. Inoltre è necessario utilizzare l’acqua ossigenata DILUITA. (Salute e Benessere)