Archivio mensile Dicembre 2019

POSSIAMO “ROMPERE” LE PASTIGLIE PRIMA DI INGERIRLE? SÌ, MA CON ACCORGIMENTI IMPORTANTI

Il ministero della Salute ha emanato la «Raccomandazione n.19», con indicazioni sulla manipolazione dei prodotti farmaceutici orali

Compresse da dividere in più parti, o «polverizzare» per mandarle giù più facilmente? La manipolazione delle forme farmaceutiche orali solide, se non correttamente gestita, può causare instabilità del farmaco, effetti irritanti a livello locale o errori nella terapia. Proprio per migliorare la sicurezza dei pazienti, il ministero della Salute ha emanato la Raccomandazione n.19, che fornisce indicazioni per la manipolazione delle forme farmaceutiche orali solide, e quindi per la corretta gestione della terapia farmacologica orale, nei casi in cui non sia possibile somministrarle integre e quando le attività di allestimento non siano effettuate dalla farmacia. Per «manipolazione» si intende la divisione di compresse, la triturazione, frantumazione o polverizzazione di compresse e l’apertura di capsule. Si possono verificare particolari situazioni nelle quali non è possibile somministrare forme farmaceutiche orali solide integre, riconosce il ministero, «come nel caso di: pazienti disfagici adulti e pediatrici, pazienti pediatrici, anziani, pazienti prebisfagici, pazienti fragili, pazienti politrattati pazienti in nutrizione enterale», o se c’è necessità di avere un dosaggio non disponibile in commercio. Ebbene, fra le raccomandazioni si invita a «procedere alla manipolazione subito prima della somministrazione di ogni singola dose; spezzare le compresse divisibili lungo la linea di divisione (dove presente) e prestare attenzione nei casi di compresse senza linea di divisione, in quanto il taglio può determinare angoli vivi o facce ruvide». Inoltre è bene «controllare visivamente che le porzioni siano delle stesse dimensioni; non dividere le compresse in meno di un quarto, se non specificato dal produttore; garantire l’igiene delle mani durante la manipolazione (e somministrazione della terapia) nonché l’igienizzazione degli ambienti e delle attrezzature». Inoltre è bene disporre di uno spazio adeguato ed isolato dove effettuare la manipolazione per prevenire la contaminazione conseguente allo spargimento di polvere. E prestare attenzione alla inalazione o al contatto con i principi attivi (aerosolizzazione). Sono esclusi dal campo di applicazione del documento i farmaci antineoplastici. La Raccomandazione considera alcuni aspetti tecnici della gestione delle preparazioni magistrali pediatriche e della manipolazione dei farmaci a domicilio del paziente, così come lo sconfezionamento dei medicinali per utilizzare le dosi singole.

(Salute, La Stampa)

Impurezze in metformine fuori da Ue: livelli molto bassi, non sospendere terapie

L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) informa che livelli molto bassi di un’impurezza, N-nitrosodimetilammina (NDMA), sono stati riscontrati al di fuori dell’Unione Europea in un ristretto numero di medicinali a base di metformina. I livelli riscontrati sono molto bassi, e sembrano essere entro i limiti a cui le persone possono essere normalmente esposte da altre fonti, inclusi alcuni alimenti e l’acqua. Le Autorità europee stanno avviando una collaborazione con le aziende per testare i medicinali in commercio nell’UE. In questa fase è fondamentale quindi che i pazienti proseguano la loro terapia per tenere sotto controllo il diabete e che siano consapevoli che interrompere il trattamento potrebbe esporli a complicanze e a gravi e duraturi problemi di salute. Il rischio derivante da un non adeguato trattamento del diabete supera di gran lunga qualsiasi possibile effetto dovuto ai bassi livelli di NDMA osservati nei test. Pertanto l’EMA raccomanda agli operatori sanitari di:

  • Continuare a prescrivere metformina normalmente e attendere ulteriori informazioni dalle autorità europee.
  • Raccomandare ai pazienti di non interrompere il trattamento antidiabetico.
  • Ricordare ai pazienti l’importanza di tenere il diabete sotto controllo.

La metformina è ampiamente utilizzata da sola o in combinazione con altri medicinali nel trattamento del diabete di tipo 2. È generalmente la prima linea di trattamento, e agisce riducendo la produzione di glucosio nell’organismo e riducendone l’assorbimento dall’intestino.

(AIFA, pillole dal mondo)

Lo sai che la Fissazione per i CIBI SANI può Rovinare la Salute?

Mangiare cibi sani e di qualità è importante per la salute ma se la scelta del cibo diventa una fissazione, può rovinare la salute.

Infatti, l’ossessione per il cibo sano non è da confondere con l’essere informati o attenti sulla scelta di cosa mettere in tavola – spiega la dottoressa Barbara Mingardi, psicoterapeuta di Humanitas Gavazzeni –. Si tratta invece di un disturbo chiamato ORTORESSIA, che porta a una diffidenza eccessiva verso tutto il cibo con l’idea che una mancanza di controllo sui cibi che si ingeriscono potrebbe danneggiare la propria salute.

Chi soffre di questo disturbo è molto attento sia alla scelta, ma anche alla provenienza del cibo, al metodo di coltura o allevamento così come alla preparazione. In questo modo il cibo diventa la preoccupazione principale della giornata, sfociando nel patologico quando intacca le relazioni sociali e affettive. Può accadere, per esempio, che non si riesca più ad accettare un invito a cena perché non ci si fida di cosa si potrà mangiare. Insieme al disturbo ossessivo, il pericolo oggi viene dal fatto che molte nozioni vengono veicolate da Internet e alcune convinzioni alimentari potrebbero non essere sostenute da un reale approfondimento o da studi medico-scientifici, ma si basino sul passaparola, sul sentito dire sui social o su qualche forum. Per questo motivo, il consiglio è di rivolgersi a uno specialista in disturbi dell’alimentazione con l’obiettivo di ridimensionare il concetto che si ha di “dieta salutare.”

(Salute, Humanitas)

PANCIA ed EMOTIVITÀ: sai come prevenire SOMATIZZAZIONE e GONFIORE?

Per alcuni è la parte più sensibile del corpo, quella più soggetta allo stress e ai disturbi nervosi e al gonfiore.

La “pancia”, quell’area che si trova secondo fra il ventre e la parte alta dell’addome, è spesso il luogo in cui si concentrano e avvertono tensioni e fastidi quando si è stressati, preoccupati o tristi. Insieme alla dott.ssa Beatrice Salvioli, gastroenterologa di Humanitas, abbiamo parlato di come attutire i sintomi legati alla somatizzazione dello stress.

RIMEDI NATURALI RILASSANTI CONTRO IL MAL DI PANCIA Bere un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente, ogni ora, può essere di grande aiuto per chi somatizza lo stress nella zona dell’addome. Per potenziare l’effetto rilassante è possibile anche consumare delle tisane naturali a base di erbe come camomilla, melissa e tiglio. Il benessere, deve partire dalla mattina: “Si può iniziare già appena svegli con un lieve massaggio alla pancia e un bicchiere di acqua tiepida con limone: questo rimedio rilassa le pareti dell’intestino e permette al nostro organismo, allo stomaco e all’intestino di “accogliere” meglio la colazione”.

NO A VERDURE CRUDE, SÌ ALLA MASTICAZIONE LENTA Nei momenti più critici e stressanti, in cui si avverte il “magone” e gonfiore alla pancia, bisogna poi prestare attenzione ai pasti: “A pranzo meglio evitare le fibre crude, come le insalate, perché sono più difficili da digerire, a quel punto meglio un panino o una pastasciutta”, ha spiegato Salvioli, ricordando che in qualsiasi situazione è sempre bene “masticare lentamente e non guardare computer o cellulari durante i pasti”.

(Salute, Humanitas)

SMARTPHONE, tutti i COMPORTAMENTI POCO SALUTARI a cui ci porta il TELEFONO

Compagno inseparabile della vita quotidiana, lo smartphone è, almeno per le ore trascorse insieme, la frequentazione più assidua delle nostre giornate.

E la vicinanza, che diventa contiguità e contatto per via dell’uso che ne facciamo, può presentare qualche controindicazione. Ecco alcuni aspetti da considerare in chiave salute usando e, a volte, abusando del nostro cellulare.

GERMI Se è vero che il cellulare ci accompagna ovunque è plausibile che risenta degli ambienti a più alto rischio, per la presenza di batteri, virus o altri germi, bagni in testa. Per questo, anche se una superficie dura rende più complicata la sopravvivenza dei germi, è opportuno porsi il problema della sua pulizia.

DOLORE AL COLLO Troppo tempo a guardare il telefono inclinando il collo può affaticare i muscoli e causare tensione o spasmi. Si potrebbero anche avere dolori nervosi che vanno alla schiena, o alla spalla e lungo il braccio. Per questo sono consigliabili pause almeno ogni 20 minuti per allungare e inarcare la schiena. E quando si usa il telefono bisogna avere l’accortezza di tenerlo alto quando si scrive non piegandosi in avanti.

TELEFONATE SCOMODE Tenere il telefono tra la spalla e l’orecchio mentre si fa dell’altro è una posizione innaturale che, se mantenuta per troppo tempo, farà male al collo. Non potendo evitarla, meglio prendere delle pause e muovere il collo in altre direzioni per tenerlo libero. Se il danno è fatto, un semplice riposo, una piastra riscaldante e farmaci da banco per il dolore e la rigidità dovrebbero risolvere il problema.

SCRITTURA E GUIDA È un binomio da evitare perché l’invio di un testo richiede alcuni secondi di attenzione, che alla guida equivalgono a una lunghezza sufficiente per provocare un incidente. Il rischio di schianto, in queste condizioni, è di 23 volte superiore alla norma.

PARLARE E GUIDARE Nemmeno parlare al telefono alla guida è una pratica sicura. Ci sono 4 volte più probabilità di schiantarsi facendolo. Questo comportamento provoca più di un milione di incidenti all’anno. Se c’è una reale necessità di parlare al telefono meglio accostare.

SURF NOTTURNO Navigare su Internet la notte può rovinare il sonno, che è legato al diabete, all’obesità, alle malattie cardiache e ad altri problemi di salute. Colpevole è la “luce blu” emanata dallo smartphone. L’oscurità permette di addormentarsi prima e meglio.

O CAMMINARE O PARLARE Serve qualche secondo per digitare e inviare un messaggio; sembra poco tempo, ma è sufficiente per inciampare, perdere l’equilibrio e cadere. È questa una delle cause più diffuse di lesioni. Meglio fermarsi, perché pochi secondi di differenza non valgono un incidente.

RISCHIO DI CANCRO? Gli studi non dimostrano l’esistenza di legami fra il cancro e l’utilizzo dello smartphone, nonostante gli scienziati da tempo siano impegnati su questo fronte. Quindi se siete preoccupati per le radiazioni da telefoni limitatene l’uso o usatelo in modalità altoparlante o con un auricolare.

BLOCCO DEL POLLICE Quando il pollice si blocca in posizione piegata o non sta diritto è segno che la guaina che circonda il tendine si è ispessita al punto da impedire il suo scivolamento. In queste situazioni, che sono il risultato di un’attività di scrittura eccessiva, l’unica possibilità è limitarsi.

ARTRITE DEL POLLICE Anche se non è chiaro se l’uso del cellulare causi effettivamente l’artrite al pollice, sicuramente può peggiorare i sintomi. L’artrite del pollice causa dolore alla base del dito, verso l’intersezione con il polso. Gesti come afferrare il telefono o inviare messaggi usando i pollici possono peggiorare la condizione. Anche se non c’è cura, riposo, farmaci e stecche possono essere d’aiuto.

SINDROME DEL TUNNEL CUBITALE Se ci si appoggia ai gomiti per scrivere o si piegano per tenere il telefono all’orecchio, il nervo ulnare al gomito si può irritare. Questo può causare intorpidimento e formicolio nell’anello e nelle piccole dita e dolore all’interno del gomito o dell’avambraccio. Fra le raccomandazioni: gomito sul cuscino in presenza di superfici dure, non piegare il gomito per molto tempo, fare delle pause per muovere le braccia in direzioni diverse, ma anche una stecca notturna per mantenere il braccio dritto può essere d’aiuto.

INTERFERENZA Se si utilizza il telefono cellulare molto vicino a dispositivi medici come pacemaker o defibrillatori impiantabili, il funzionamento di questi potrebbe non essere ottimale. I telefoni possono anche interferire con alcuni tipi di apparecchi acustici. Parlate con il vostro medico se notate problemi con il vostro dispositivo quando usate lo smartphone.

PROBLEMI AGLI OCCHI La lunghezza d’onda più corta della luce blu che gli smartphone emettono può stancare gli occhi molto rapidamente e causare fastidio. Può anche danneggiare la cornea e la vista. Se si notano questi problemi è meglio limitare il tempo di esposizione a smartphone e computer, o perlomeno fare delle pause per concedere riposo agli occhi.

ERRORI DI DISTRAZIONE I telefoni sono causa di distrazione per tutti. Se i vostri medici o infermieri sono sui loro telefoni, le possibilità di commettere errori aumentano. Uno studio ha rilevato che gli errori nel controllo dei sintomi e nel trattamento corretto sono saliti di oltre il 12% con una sola interruzione da parte di uno smartphone.

IN COMPAGNIA MEGLIO NASCOSTO Anche se non lo si guarda, un telefono in bella vista mentre si parla con qualcuno può ostacolare la piena comprensione. E questo rappresenta un problema soprattutto nelle relazioni più strette e quando si parla di qualcosa di significativo. Meglio, quindi, rimandare l’aggiornamento dei social media e concentrarsi sulla persona seduta di fronte a voi.

LA SEDENTARIETÀ “L’uso smodato dello smartphone, in qualità di fenomeno recentemente nuovo, ha portato gli specialisti ad individuare una serie di problematiche ergonomiche legati alla postura fisica a cui ci porta l’uso del cellulare –: ma il discorso posturale non è l’unico. Paradossalmente la problematica meno visibile sta proprio del fatto che questi dispositivi stanno inducendo la popolazione giovane ad una eccessiva sedentarietà. I telefonini ci invitano in maniera incredibile ad essere meno attivi, oltre che a non socializzare più di persona, con tutte le conseguenze psicologiche che questo comporta”.

(Salute, Humanitas)

UNA DIETA IPERPROTEICA È DANNOSA PER I RENI?

Fare una «scorpacciata» di proteine per un periodo lungo può avere conseguenze sulla salute dei reni. E i benefici per la linea non sono scontati

Se si decide di seguire un regime dietetico iperproteico, è fondamentale parlarne al proprio medico perché, come dimostrano diversi studi, ci potrebbero essere conseguenze negative sulla salute.
Se non dura troppo a lungo, la scorpacciata di proteine non crea grandi problemi a chi gode di una buona salute renale, ma può invece risultare pericolosa per chi soffre di disturbi ai reni e può aumentare il rischio di calcoli renali in chi è predisposto. Inoltre, l’esclusione di interi gruppi di alimenti – in alcune fasi della dieta Dukan, per esempio, verdura e frutta sono bandite – può tradursi in carenze di nutrienti e in un conseguente senso di stanchezza o in problemi intestinali (se mancano le fibre). Infine, anche i vantaggi sulla bilancia non risultano così stabili come molti vorrebbero. Un sondaggio condotto su quasi cinquemila persone che avevano seguito la dieta Dukan ha dimostrato infatti che nel 70% dei casi il peso è tornato quello di partenza nel giro di tre anni.

(Salute, Fondazione Veronesi)