Archivio mensile Febbraio 2020

LAVARSI BENE le MANI SALVA la VITA dalle INFEZIONI

Circa il 20-30% dei contagi ospedalieri sono considerati prevenibili da programmi di igiene e di controllo intensivo. Ogni anno coinvolti il 7% dei ricoveri ospedalieri. Il numero di decessi, come conseguenza diretta, è di almeno 37mila l’anno

Secondo i dati dell’European Centre for Disease Prevention and Control, in Europa sono oltre 4 milioni i pazienti che contraggono ogni anno un’infezione correlata all’assistenza (Ica), circa il 7% dei ricoveri ospedalieri. Il numero di decessi, come conseguenza diretta di queste infezioni, è di almeno 37mila l’anno. Si tratta tuttavia di un problema che può essere in molti casi prevenuto con la progressiva diffusione di pratiche sicure: circa il 20-30% delle infezioni nosocomiali, infatti, sono considerate prevenibili da programmi di igiene e di controllo intensivo. Il lavaggio attento delle mani nelle strutture ospedaliere, infatti, oltre a essere un indicatore della qualità dei sistemi sanitari, riduce il rischio di infezioni correlate all’assistenza, in particolare diminuisce le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, che rappresentano un grave rischio per la salute. La campagna mondiale Secondo l’Oms, il lavaggio attento delle mani negli ospedali, oltre ad essere un indicatore della qualità dei sistemi sanitari, è uno scudo contro la diffusione delle micidiali infezioni ospedaliere. Gli esperti dell’Oms ricordano che sono 5 i momenti fondamentali nell’assistenza al paziente in cui è necessaria un’igiene delle mani molto attenta: prima di toccare il paziente; prima di iniziare qualsiasi procedura; dopo aver toccato sacche o altri contenitori con i fluidi del corpo; dopo essere venuti in contatto con il soggetto e, infine, anche quando si è stati solo vicino al letto del paziente.

(Salute, Corriere)

MAL DI GOLA: QUALI RIMEDI FUNZIONANO E QUALI NO?

Il mal di gola, o faringodinia, deriva dall’infiammazione di faringe e/o laringe.

Tipico dei mesi invernali, può essere particolarmente fastidioso durante i pasti, in quanto il dolore tende ad aumentare durante la deglutizione. Ma da cosa è provocato? Esistono rimedi naturali efficaci?

Le cause del mal di gola La causa più frequente di mal di gola non è, come si potrebbe pensare, l’esposizione al freddo, bensì le infezioni virali: la sua incidenza maggiore in inverno è dovuta soprattutto al fatto che tendiamo a restare in posti chiusi più a lungo, posti in cui i virus si diffondono con più facilità. Il mal di gola può essere causato anche da infezioni batteriche, allergie, irritazioni chimiche o, molto spesso, laringiti da reflusso gastro-esofago-laringeo. Altre cause più rare sono tumori del distretto testacollo, ascessi ed epiglottiti. I sintomi di queste affezioni dipendono dalla causa: tra i più comuni, oltre alla faringodinia, segnaliamo febbre, brividi, tosse stizzosa o raucedine, congestione nasale, mal di testa, nausea e/o vomito, mal d’orecchie, difficoltà a deglutire ed eccezionalmente difficoltà a respirare. È molto comune che le tonsille aumentino di dimensioni, diventino rosse o si ricoprano di placche.

Quali sono i rimedi contro il mal di gola? Il mal di gola di origine virale si risolve in 5-7 giorni; può essere utile contrastare il dolore con rimedi naturali, per esempio caramelle alle erbe, ma è sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico. Un mal di gola scatenato da cause di altro tipo può richiedere un trattamento specifico che sarà stabilito caso per caso dal medico: in caso di origine batterica, per esempio, sarà necessario intraprendere una terapia a base di antibiotici che il medico prescriverà.

Quando rivolgersi al proprio medico? Bisognerebbe rivolgersi al medico in caso compaiano difficoltà respiratorie, a deglutire o ad aprire la bocca. Se il fastidio dura più di 5-7 giorni, o se è associato a mal d’orecchi, a sfoghi cutanei, a dolore alle articolazioni o a linfonodi del collo ingrossati; una visita medica può escludere patologie più pericolose. Lo stesso discorso vale in caso si notino ingrossamenti delle tonsille, la presenza di placche, in caso ci sia sangue nella saliva o nel catarro, ma anche se il problema è ricorrente e si soffre di raucedine per più di due settimane consecutive.

Rimedi “naturali”: cosa funziona e cosa no Innanzitutto è molto importante capire la causa del mal di gola per potersi sottoporre al trattamento più adatto: assumere antibiotici senza avere la certezza di essere di fronte a un’infezione batterica, per esempio, non solo non risolve il mal di gola, ma anzi causa più danni che benefici. Ci sono però alcuni accorgimenti che si potrebbero intraprendere per avere sollievo, stando ben lontani dal riferirci a essi col termine di “rimedi”. La propoli ha azione antinfiammatoria e antibatterica naturale, così come il limone e la liquirizia fresca (che ha anche proprietà antivirali). Il miele, magari sciolto nel tè o nel latte caldo, ha proprietà antibatteriche, lenitive ed emollienti. Anche l’ananas ha proprietà antinfiammatorie naturali sui tessuti molli. Lo zenzero fresco è molto efficace sul mal di gola, ed è utilizzato anche come rimedio naturale contro il reflusso; per le proprietà immunostimolanti segnaliamo l’echinacea. Via libera anche a suffumigi con olii essenziali (ad es. l’eucalipto), che hanno azione umidificante e decongestionante, e agli infusi caldi, magari alla liquirizia, all’echinacea, alla salvia o ai chiodi garofano.

(Salute, Humanitas)

NUOVO CORONAVIRUS: quanto è MORTALE?

Il nuovo coronavirus è molto contagioso, ma il suo tasso di mortalità è inferiore a quello di altre epidemie, come la SARS e la MERS.

Il numero di persone contagiate dal nuovo coronavirus (nCoV) cresce a vista d’occhio, con i primi casi anche in Italia: nel momento in cui scriviamo i casi accertati hanno quasi raggiunto quota 10.000, e i morti sono 213. Per avere un metro della gravità della situazione attuale, può essere utile confrontare il virus con altre epidemie scoppiate negli ultimi cinquant’anni, paragonandone il tasso di mortalità e il numero di paesi colpiti. Nonostante non si parli ancora di pandemia, l’OMS ha dichiarato l’emergenza globale (è la sesta volta dall’inizio del 2009). Per il momento, il nuovo coronavirus (chiamato coronavirus Wuhan 2019nCov…) ha un tasso di mortalità relativamente basso (2%). Il più mortale da cinquant’anni a questa parte è stato il virus di Marburg, isolato nel 1967, che ha ucciso 373 persone, pari all’80% dei 466 infetti. La “percezione” di gravità sta nel fatto che il nuovo patogeno è altamente contagioso e si sta diffondendo nel Paese più popoloso del mondo, e per questo motivo le morti sembrano molte – anche se in percentuale non lo sono: un po’ come l’influenza stagionale, che pure ogni anno provoca centinaia di migliaia di morti in tutto il mondo perché colpisce milioni di persone. (Salute, Focus)