Archivio mensile Gennaio 2020

GLI ANTINFIAMMATORI FANNO SALIRE LA GLICEMIA?

Problemi di schiena mi costringono a usare diclofenac e tiocolchicoside. Questi due farmaci possono far innalzare i valori della glicemia? E ci sono problemi d’interazione con la metformina.

Come comportarsi nel caso in cui dovessi aggiungere alla cura il Betametasone? Diclofenac e Tiocolchicoside non hanno effetti diretti sulla glicemia e non interagiscono con la Metformina; per il diclofenac sodico sono descritti rari casi d’interazione con alcuni antidiabetici, ma non con la metformina. Il diclofenac è un potente antinfiammatorio e può peggiorare patologie talvolta presenti nei diabetici (ipertensione, nefropatia). Il betametasone é un cortisonico, e può aumentare temporaneamente i valori di glicemia. In questi casi è bene intensificare il monitoraggio dei valori glicemici perché talvolta è necessario variare la terapia per il diabete.

(Salute, Corriere; Marco Gallo Struttura Endocrinologia Oncologica, Azienda ospedaliera universitaria Molinette, Torino)

CELLULITE: COSÌ FAN TUTTE

Affligge la maggior parte delle donne che spesso la combattono con rimedi last minute. È meglio occuparsene ora, per tempo. Ecco come e perchè.

La cellulite è un sintomo da non sottovalutare. Bisogna cominciare a preoccuparsene durante i mesi invernali per non trascinare il problema fino alla fatidica prova costume. Questi mesi, perfetti per mascherare il democratico inestetismo che colpisce nove donne su dieci, possono essere utili per combatterlo. Le tante cause della cellulite necessitano un approccio serio, globale e a lungo termine. A partire dai trattamenti quotidiani con creme specifiche. Da un’osservazione clinica via internet si è visto che “su 1564 risposte il 68% delle donne con cellulite ha dichiarato di subirne i danni psicologici. Mentre il 90% fa di tutto per mandarla via: antidepressivi, diete insensate, trattamenti che creano più danno che altro”. La cellulite è un sintomo d’inquinamento cellulare che può degenerare in una patologia estetica. Il lipoedema, una delle maggiori malattie croniche del nostro tempo, è caratterizzato dall’evoluzione di masse adipose importanti che alterano forma e funzioni. Quindi prima che diventi un problema serio è meglio occuparsene in tempo. Perché combattere sovrappeso, eccessi di zuccheri e inquinamento, che favoriscono accumuli di grasso e scorie, non è una guerra lampo.

  • Parola d’ordine, depurazione. Il percorso coniuga depurazione alimentare e medicina rigenerativa: energia luminosa e microinnesti connettivali che stimolando le staminali, ringiovaniscono le cellule e rigenerano i tessuti. Sono tanti, comunque, i trattamenti estetici efficaci. 
  • La Carbossiterapia che favorisce il drenaggio linfatico e lì eliminazione di liquidi.
  • La Smooth Shape, terapia laser che liquida le cellule adipose che poi vanno via con i massaggi.
  • La Pressoterapia, un’armatura che una volta indossata preme fino a smuovere la circolazione venosa e linfatica e ridurre così la ritenzione idrica. 
  • l’Endermologie contro la stasi di liquido nel corpo, una stimolazione meccanica sulla cute per eliminare le scorie nel tessuto sottocutaneo.
  • la Mesoterapia, invece, agisce tramite somministrazione intradermica, con delle minuscole siringhe o multiniettori a 18 aghi, di specifici farmaci che sciolgono i ristagni. 
  • la Microterapia inietta una soluzione ipersalina che richiama i liquidi per osmosi e li elimina. 
  • l’Elettroforesi è una tecnica non invasiva che inoltra i medicinali in profondità attraverso una corrente elettrica dedicata.

Ma non c’è un metodo anticellulite che tenga senza sport. La Cronomorfodieta favorisce un dimagrimento a zona, tramite un approccio alimentare e un allenamento in orari in cui gli ormoni predispongono all’utilizzo dei grassi a scopo energetico. Ecco come allenarsi: meglio gli esercizi variegati, molte ripetizioni (15-20) e frequenza cardiaca costante. L’allenamento aerobico a intensità invariata è efficace per bruciare i grasso sottocutaneo, l’interval training ad alta intensità elimina più facilmente quello viscerale, tipico del maschio. Meglio dello spinning è la cyclette orizzontale o l’attività in acqua.

(Salute, La Repubblica)

LO SAI CHE IL FORMAGGIO A CENA NON AIUTA IL BUON SONNO?

Una buona giornata inizia da buon sonno e buon cibo che però non prevede formaggio a cena.

Infatti il formaggio, in particolare se stagionato, contiene una sostanza, la tiramina, che può avere effetti negativi sul sonno essendo eccitante per l’organismo e stimolando l’attività cerebrale che invece dovrebbe ridursi la sera proprio per favorire il sonno. Il formaggio stagionato però non è l’unico alimento che contiene tiramina e quindi è solo uno tra i cibi poco adatti alla cena del buon sonno.

Se a cena è preferibile evitare cibi che contengono tiramina, e cioè formaggi stagionati, insaccati, cibi affumicati, salsiccia, funghi, frutta secca, tofu che hanno un’azione simile agli alimenti che contengono glutammato come alcuni dadi per minestre, zuppe pronte oppure alcuni cibi confezionati, vanno bene invece sia i cibi che contengono una sostanza chiamata triptofano che stimola la produzione di serotonina, l’ormone del benessere, sia i cibi ricchi in magnesio. Latte e yogurt, frutta in particolare banane, mele e pesche, riso integrale, semi in particolare quelli di sesamo, lattuga, verdure a foglie larga come cavoli, radicchio e verze, pesce e tacchino sono tutti alimenti ricchi di triptofano, sali minerali, vitamine in particolare del gruppo B che aiutano a dormire meglio.

Pertanto, la cena del buon sonno potrebbe essere una bella insalata con tacchino, frutta, e per finire una tisana con melissa, biancospino, camomilla, senza dimenticare che il buon sonno, cioè quello che dà energia e mantiene attiva memoria e concentrazione durante il giorno, va costruito fin dal mattino bevendo molto, evitando fumo di sigaretta e alcolici prima di andare a dormire, riducendo le quantità di cibo a cena, e non andando a dormire subito dopo mangiato.

(Salute, Humanitas)