CORONAVIRUS, È DEFINITIVO: LE CURE PER L’IPERTENSIONE NON VANNO INTERROTTE

CORONAVIRUS, È DEFINITIVO: LE CURE PER L’IPERTENSIONE NON VANNO INTERROTTE

Un nuovo importante studio condotto in Brasile dimostra che i farmaci antipertensivi non favoriscono la diffusione di Sars-CoV-2 nell’organismo del paziente

Il messaggio è chiaro e, si può dire, praticamente definitivo: le persone che seguono una terapia antipertensiva non devono interromperla anche se si ammalano di Covid-19. Lo dimostra un importante studio appena presentato all’Esc, il Congresso della Società Europea di Cardiologia, quest’anno una “digital experience”, come l’hanno definito gli organizzatori. Cioè tutto virtuale.

Ace-inibitori e sartani
C’era stato un allarme, nei primi mesi di epidemia, per le persone in trattamento con antipertensivi (e in particolare con gli Ace-inibitori e/o con antagonisti del recettore dell’angiotensina II, i cosiddetti sartani). Quali erano i presupposti di questo allarme? Il primo: si era osservato, negli animali da esperimento, che il nuovo coronavirus (Sars-CoV-2) utilizza i recettori Ace2 per infettare le cellule. E questi Ace2 risultano aumentati nelle persone che fanno uso di Ace-inibitori e sartani. Quindi si era avanzata l’ipotesi che questi farmaci potessero favorire la diffusione del virus. Secondo punto: alcuni clinici cinesi, all’inizio dell’epidemia a Wuhan, avevano suggerito che l’ipertensione arteriosa poteva rappresentare un fattore di rischio indipendente capace di aumentare la mortalità nei pazienti affetti da Covid.

Studio Brace Corona
Già mesi fa le principali associazioni scientifiche si erano attivate per smentire queste ipotesi. E per suggerire ai pazienti di non interrompere le cure. Ma adesso arriva l’imprimatur di una importantissima società scientifica, l’European Society of Cardiology, e le conferme di uno studio chiamato “Brace Corona” che ha coinvolto 659 pazienti in diversi centri in Brasile, tutti in terapia antipertensiva con Ace-inibitori e/o sartani. Ecco qualche dettaglio. Tutti i pazienti erano stati ricoverati per Covid: una metà aveva sospeso il trattamento antipertensivo, l’altra metà no. I risultati li commenta il coordinatore dello studio, Renato Lops, della Duke Clinic Research Institute in Durham, Stati Uniti: «Nei pazienti con Covid-19, ricoverati in ospedale, la sospensione della terapia antipertensiva con Aceinibitori e sartani, per un mese, non ha avuto alcuna influenza sulla sopravvivenza nei confronti della malattia».

Pratica clinica
Aggiunge un suo commento Silvia Priori, presidente della Commissione che ha messo a punto il programma del Congresso Esc (Chair of the Esc Congress Programme Commettee): «Lo studio “Brace Corona” ha dimostrato che la terapia antipertensiva non va interrotta nei pazienti con Covid. Si tratta di uno studio che ha un impatto sulla pratica clinica».
(Salute, Corriere)

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