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Herpes zoster: la possibilità di recidive e la vaccinazione

Come prevenire le recidive dell’herpes zoster con la vaccinazione e quando effettuarla

L’herpes zoster, noto anche come fuoco di Sant’Antonio, è una malattia infettiva causata dal virus varicella-zoster, lo stesso virus che provoca la varicella. Dopo che una persona ha contratto la varicella, il virus rimane dormiente nel sistema nervoso per anni o addirittura decenni, ma può riattivarsi in seguito, causando l’herpes zoster.

La maggior parte delle persone ha solo un episodio di herpes zoster nella vita, ma in alcuni casi, il virus può riattivarsi più volte, causando recidive dell’infezione. Le recidive di herpes zoster sono più comuni in persone con un sistema immunitario indebolito, come quelle con l’HIV o che assumono farmaci immunosoppressori, ma possono verificarsi anche in persone con un sistema immunitario normale.

Durante una recidiva di herpes zoster, non è consigliabile effettuare la vaccinazione anti-herpes zoster, poiché il vaccino potrebbe non essere efficace durante l’episodio acuto dell’infezione e potrebbe anche potenzialmente causare un’attivazione del virus. Si consiglia di aspettare almeno un mese dopo la risoluzione dei sintomi acuti di herpes zoster prima di effettuare il vaccino.

Il vaccino anti-herpes zoster è raccomandato per le persone di età superiore ai 50 anni, in particolare per quelle con un sistema immunitario indebolito o che hanno già avuto un episodio di herpes zoster in passato. Il vaccino può aiutare a prevenire l’herpes zoster e le sue complicazioni, come il dolore post-erpetico.

In conclusione, l’herpes zoster può presentarsi più volte nella stessa persona, ma la vaccinazione anti-herpes zoster può aiutare a prevenire la malattia e le sue complicazioni. Tuttavia, durante una recidiva di herpes zoster, è consigliabile aspettare fino alla risoluzione dei sintomi acuti prima di effettuare il vaccino. Si consiglia di consultare il proprio medico per una valutazione individuale e per determinare il momento migliore per effettuare il vaccino anti-herpes zoster.

Herpes Zoster: la causa è il Virus della Varicella che si riattiva

Nota come fuoco di Sant’Antonio, è una malattia infettiva che colpisce i nervi e la pelle ed è favorita da stress o altre condizioni che riducano le difese del sistema immunitario.

In gergo medico si chiama Herpes zoster, ma in Italia la maggior parte delle persone lo conosce come «fuoco di Sant’Antonio», malattia infettiva, talvolta molto insidiosa, che ha come bersaglio i nervi e la pelle ed è causata dalla riattivazione del virus della varicella. Come si sviluppa? «Dopo la guarigione dalla varicella, malattia infettiva che la maggior parte delle persone supera durante l’infanzia, il virus varicella-zoster non viene eliminato del tutto, ma rimane confinato, inattivo, nei gangli nervosi dei nervi sensitivi». «Può succedere che a distanza di tempo, il virus si risvegli a causa di un indebolimento del sistema immunitario, come può capitare con l’avanzare dell’età, o per l’impiego di alcuni farmaci immunosoppressori o in seguito a uno stress ambientale (troppo caldo, freddo, troppo sole) o emozionale. Il virus riattivato si moltiplica e risale lungo il fascio nervoso periferico fino a raggiungere la cute innervata da questo nervo». Da che cosa si riconosce questa condizione? «Nel momento in cui si riattiva il virus, il paziente avverte un fastidio nella sede corrispondente a quella innervata dal ganglio nervoso interessato. La forma statisticamente più comune è quella toracica, ma possono essere interessati anche i nervi sensitivi del volto oppure quelli sacrali. Il fastidio iniziale, avvertito come pizzicore, bruciore, formicolio o persino dolore, può essere più o meno intenso a seconda dell’età, in genere è maggiore negli anziani. Compare poi un tipico arrossamento con vescicole a contenuto liquido che si rompono con facilità. Si formano così delle croste che si staccano nell’arco di una o due settimane. Di solito i disturbi sono localizzati solo a un lato del corpo, nell’area innervata da un nervo sensitivo».
(Corriere)