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Vaccino Covid 19: chi ha già avuto la malattia dovrà vaccinarsi?

Vaccino Covid 19: chi ha già avuto la malattia dovrà vaccinarsi?

Chi è già stato positivo al Covid-19 e l’ha sconfitto deve vaccinarsi? Ecco le risposte degli esperti italiani e stranieri.

Una delle domande più gettonate relative al vaccino anti-Covid 19 che sta per arrivare è: chi è già risultato positivo e ha superato la malattia deve vaccinarsi o è da considerarsi già immune? Gli esperti hanno provato a rispondere a questo interrogativo, ma per ora le risposte non sono concordanti.

In Italia su questo argomento oggi si è espresso il Prof. Giuseppe Ippolito, che è il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma e ha detto:

Chi ha avuto il Covid non deve vaccinarsi contro la malattia perché ha sviluppato anticorpi naturali, semmai dovrà controllare il livello di questi anticorpi. E quando questi dovessero scendere, si può riconsiderare una vaccinazione.

VACCINO ANTI-COVID 19: BASSA PRIORITÀ PER CHI HA AVUTO IL VIRUS

Giuseppe Nocentini, immunofarmacologo dell’Università di Perugia, membro Società Italiana Farmacologia, al Corriere della Sera ha detto:

Al momento è opportuno che chi ha avuto la malattia non si vaccini. Sarà opportuno farlo solo una volta che avremo dati su questo sottogruppo di soggetti. In ogni caso questi pazienti hanno una bassa priorità: è ragionevole supporre che siano protetti da una re-infezione o, almeno, dalle complicanze dell’infezione

Nocentini ha spiegato meglio anche quello che ha detto Ippolito e cioè che bisogna fare un monitoraggio con i test sierologici per misurare gli anticorpi. Questo monitoraggio andrebbe fatto ogni tre mesi e il paziente potrebbe farlo da solo poi decidere se fare il vaccino oppure no, ma, secondo lo stesso Cnocentini, è un’opzione poco raccomandabile.

Il Corriere della Sera ha sentito anche Sergio Abrignani, ordinario di Patologia generale all’Università Statale di Milano e direttore dell’Istituto nazionale di genetica molecolare Romeo ed Enrica Invernizzi. A lui, in particolare, è stato chiesto cosa dovrebbe fare chi non sa se ha effettivamente avuto il Covid, perché potrebbe essere rimasto sempre asintomatico. Abrignani ha risposto:

Ci sono due tipi di persone: chi ha avuto il Covid e lo sa e chi ha avuto il Covid ma non lo sa, perché l’ha preso in forma asintomatica. Circa metà delle persone che hanno fatto il Covid non sanno di averlo fatto, soprattutto in zone come la Lombardia. Dato che non faremo il sierologico a tutti quelli che vacciniamo, è ovvio che avremo una parte di popolazione vaccinata che ha già fatto l’infezione. Non c’è alcuna evidenza immunologica per ora che chi ha avuto l’infezione naturale non si debba vaccinare, anzi potrebbe essere un potenziamento della risposta immunitaria. La maggior parte dei vaccini prevede più dosi: potremmo considerare l’infezione naturale come la prima dose e quindi, dove sapessimo di una precedente positività al Covid, fare il primo vaccino come fosse la “seconda dose”, una volta sola.

Abrignani dunque introduce l’ipotesi di farsi somministrare una sola dose, invece delle due previste e comunque resta dell’opinione che, per sicurezza, anche chi è già stato malato andrebbe vaccinato, ma aggiunge:

Certamente non avrebbero la priorità, come scelta dal punto di vista logistico, ma dal punto di vista immunologico non c’è nessun problema. Anche perché non sappiamo quanto dura l’immunità naturale e mi sembra più complesso andare a misurare gli anticorpi di chi ha fatto infezione, rispetto a vaccinare queste persone. Succede anche per le altre vaccinazioni, l’epatite B e altre infezioni. Il vaccino influenzale lo facciamo anche a chi ha fatto l’influenza.

Proprio quello dell’immunità naturale è uno dei grandi dubbi che attanagliano gli scienziati, ma anche il vaccino stesso, come ha confermato il consigliere scientifico del Ministro della Salute per la pandemia da coronavirus e rappresentante dell’Italia in seno al Consiglio Esecutivo dell’OMS Walter Ricciardi“darà probabilmente solo un’immunità temporanea e non permanente, quindi ci dovremo vaccinare più volte”.

NEGLI USA ANCORA DUBBI SUL VACCINO PER CHI È GIÀ STATO MALATO

La stessa domanda se la sono posta negli Stati Uniti e il Centers for Disease Control and Prevention, nelle sue FAQ sul coronavirus, risponde:

Non ci sono abbastanza informazioni attualmente disponibili per dire se o per quanto tempo dopo l’infezione qualcuno è protetto dal COVID-19 grazie a quella che si chiama immunità naturale. Le prime evidenze scientifiche suggeriscono che l’immunità naturale da COVID-19 potrebbe non durare molto a lungo, ma sono necessari ulteriori studi per capirlo meglio. Fino a quando non avremo un vaccino disponibile e il Comitato consultivo per le pratiche di immunizzazione non fornirà raccomandazioni al CDC su come utilizzare al meglio i vaccini COVID-19, il CDC non può dire con certezza se le persone che hanno già avuto il COVID-19 debbano fare il vaccino anti-COVID-19 oppure no.

ANTHONY FAUCI: “FATE IL VACCINO ANCHE SE AVETE GIÀ AVUTO IL COVID”

Sempre restando negli Stati Uniti, colui che è considerato il massimo esperto in materia, il Dottor Anthony Fauci, tanto odiato da Donald Trump, ha detto che secondo lui è meglio che anche chi ha già avuto la malattia si faccia vaccinare e ha spiegato:

La decisione finale spetterà alla FDA, perché sappiamo che c’era una certa percentuale di persone che erano nella sperimentazione del vaccino che avevano prove di essere state precedentemente infettate. Quindi dobbiamo vedere quale è stato il risultato per quegli individui. Penso che sia del tutto lecito pensare che non dovrebbe esserci alcuna restrizione nei confronti di coloro che hanno prove di essere stati infettati.

Inoltre anche Fauci ha detto che non ci sono certezze sulla durata dal vaccino e ha commentato dicendo che sarebbe sorpreso se durasse 20 anni, ma sarebbe altrettanto sorpreso se durasse meno di un anno, perciò crede che la durata possa essere di più di un anno, ma chiaramente per ora non c’è certezza.

Fonte: https://www.blogo.it/post/vaccino-covid-19-per-chi-lo-ha-gia-avuto

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